sabato 14 maggio 2011

Jodorowsky’s Dune



Come riportato dall'Hollywood Reporter, è stato presentato a Cannes un documentario (in fase di realizzazione) sul faraonico adattamento mai portato a termine da Alejandro Jodorowski del romanzo "Dune" di Frank Herbert, poi diretto da David Lynch nel 1984.
La regia di Jodorowsky’s Dune è del documentarista americano Frank Pavich (autore di N.Y.H.C., sulla scena musicale underground newyorkese degli anni '90).
Il film rievocherà i due anni di pre-produzione che, nel 1975, coinvolsero un gruppo di nomi che di lì a poco sarebbero diventati molto importanti nell'industria.
Parliamo di artisti come H.R. Giger (scultore e pittore, autore del concept del mostro di Alien), Dan O’Bannon (sceneggiatore di Alien e Total Recall), Jean “Moebius” Giraud (fumettista e illustratore che ha lavorato a L'impero colpisce ancora, Tron e Il quinto elemento) e Chris Foss (illustratore, Alien e Superman).

Ecco il primo teaser del documentario:


Altre foto e informazioni sul fallito progetto jodorwskiano, "il più grande film di fantascienza (mai) realizzato", potete trovarle qui:
The film you will never see (da Dune - Behind The Scenes)

giovedì 31 marzo 2011

Jaws: Memories from Martha's Vineyard



Se, come noi, siete dei fan sfegatati de Lo Squalo di Steven Spielberg, non potete perdere l'ennesimo tassello del vasto oceano editoriale dedicato al film.

Parliamo di "Jaws: Memories from Martha's Vineyard", un imponente tomo di 296 pagine (al momento disponibile in preordine solo in America) compilato da Matt Taylor e Jim Beller, studiosi e collezionisti di lunga data di materiale dedicato a Jaws.

Martha's Vineyard è l'isola del New England che nel film incarna la fittizia località di mare Amity, teatro degli implacabili attacchi dello squalo bianco. Da sempre meta di pellegrinaggio di fan e curiosi, Martha's Vineyard ospita anche l'annuale "JawsFest". I suoi abitanti hanno avuto parte attiva nella sofferta produzione de Lo Squalo: ed è proprio dalla loro prospettiva che il libro racconta la realizzazione del film. Matt Taylor è addirittura un isolano "di quindicesima generazione".

L'edizione paperback (59,96 $ più spese di spedizione) offre più di 1.000 foto che documentano la produzione, di cui molte inedite, realizzate da locali e curiosi, corredate dalla storia del making del film raccontata dai cineasti (fra cui lo sceneggiatore Carl Gottlieb e la responsabile del casting Shari Rhodes). Completano il tutto storyboard e schemi tecnici di Bruce, lo squalo meccanico.

L'edizione limitata (1.000 copie numerate) a copertina rigida aggiunge a tutto questo un frammento originale in fibra di vetro dell'Orca (la barca di Quint, il cacciatore di squali) e un DVD con immagini amatoriali in 8mm della produzione del film (fra cui il famigerato "alternate angle" dell'attacco ad Alex Kintner, la seconda vittima). Per questa edizione dovete sborsare 250,00 $ (più spese di spedizione, naturalmente).

Se non avete una lira, potete fare un giro sul sito web ufficiale:

Oppure guardare questo video promozionale:

domenica 21 novembre 2010

Le Città Visibili Film Festival: Londra



13 - 23 dicembre 2010
Festival cinematografico, 5a edizione
Cinema Trevi
Palazzo delle Esposizioni, Roma

Giunto alla quinta edizione, Le Città Visibili Film Festival si presenta a un appuntamento ormai impossibile da rimandare. Capitale dai mille volti, modello difficilmente uguagliabile nella sua capacità di produrre cultura integrando gli stimoli più diversi, Londra è finalmente la protagonista della retrospettiva di quest’anno, e con essa oltre trenta titoli d’eccezione, scelti lungo un secolo di cinema.
Come in ogni edizione, infatti, il festival inizia il suo percorso dall’epoca del muto, attraverso rari film delle origini, come quelli contenuti nell’eccezionale documentario antologico The Big Smoke, presentato in anteprima, o classici celeberrimi come The Lodger - A Story of the London Fog, di Alfred Hitchcock, di cui ricorre quest’anno il trentennale della scomparsa.
Sempre di Hitchcock, sarà proiettata la versione muta di Blackmail, restaurata dal British Film Institute e accompagnata dal vivo al pianoforte dal M° Antonio Coppola, secondo un appuntamento ormai tradizionale della manifestazione. L’evento, sostenuto dalla Fondazione Cinema per Roma, inaugurerà il festival e si svolgerà nello spazio prestigioso di Palazzo delle Esposizioni.
Il programma vuole inoltre focalizzarsi su un periodo decisivo come la seconda metà degli anni Cinquanta, che videro Londra al centro della nuova onda del Free Cinema, fucina di autori come Richardson, Reisz e Anderson. Per l’occasione, verrà anche riproposto integralmente il primo programma del Free Cinema del 1956, introdotto al pubblico dall’italiana Lorenza Mazzetti. Leggendaria figura di artista multiforme e cosmopolita, Mazzetti fu allora tra i firmatari del manifesto del movimento e autrice del film più importante del gruppo, Together.
Altri punti di forza della rassegna saranno l’esplorazione del profondo rinnovamento dei costumi avvenuto nel corso degli anni della Swinging London, e quella della nascita di un nuovo drappello di autori (Frears, Leigh,Loach) che segnerà a fondo la stagione della cosiddetta British Renaissance.
Le rarità da riscoprire (l’Hammer tardivo Barbara il mostro di Londra, il piccolo gioiello Refuge Englanddell’ungherese Robert Vas, Anni ’40 di John Boorman, il primo film di un allora sconosciuto Christopher Nolan, Following) si alterneranno come sempre a titoli popolari di grande impatto (The Elephant Man, Un lupo mannaro americano a Londra), fino ad arrivare ai nostri giorni con London River di Rachid Bouchareb, presentato in una proiezione speciale per non udenti e non vedenti realizzata in collaborazione con Cinema Senza Barriere.

La rassegna è promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e dall’Associazione Culturale La Farfalla sul Mirino, in collaborazione con British Film Institute (Londra), British Council (Roma), Fondazione Cinema per Roma e Palazzo delle Esposizioni.
Si ringraziano inoltre Cinema Senza Barriere, Cineteca Griffith (Genova), Cineteca di Bologna, Lab80 (Bergamo), Independent Cinema Office (Londra), Hollywood Classics (Londra), Il Raggio Verde, Teodora Film e BIM Distribuzione.

martedì 26 ottobre 2010

Keepers of the Frame: gli avventurieri del cinema da recuperare



Un documentario che analizza la necessità di conservare e restaurare il nostro patrimonio filmico.
Si parla di nitrato, del decadimento del colore, della pellicola di sicurezza e del Vitaphone.
Interviste a Roddy McDowall, Leonard Maltin, Alan Alda, Forrest J. Ackerman, Stan Brakhage e altri.

http://video.google.com/videoplay?docid=7851705567600658577

http://akas.imdb.com/title/tt0214844/

lunedì 18 ottobre 2010

La più grande avventura: storia del cinema a Villa Borghese



Dal 25 ottobre 2010 al 31 gennaio 2011, presso il Cinema dei Piccoli di Roma, si terrà un'ampia retrospettiva dal titolo La più grande avventura: storia del cinema a Villa Borghese.
Da David Wark Griffith a Martin Scorsese, dai fratelli Lumiére a François Truffaut, da Friedrich Wilhelm Murnau a Rainer Werner Fassbinder, e molto altro ancora: due appuntamenti settimana, il lunedì e il giovedì, per riscoprire classici immortali e appassionanti, in pellicola e nella suggestiva cornice di una sala cinematografica unica al mondo.

Tutti i dettagli sulla programmazione qui:

Accorrete numerosi!

L'evento è promosso da Cinema dei Piccoli, Associazione Culturale La Farfalla sul Mirino, Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale e Cineteca D. W. Griffith

giovedì 16 settembre 2010

"Way back", di Peter Weir: il pubblico "di mezzo" è scomparso?



A dicembre uscirà in America il film Way back di Peter Weir (L'attimo fuggente).
Su ropeofsilicon.com trovate un'intervista al regista (in inglese).
L'osservazione più interessante di Weir riguarda il futuro del suo cinema rispetto al pubblico contemporaneo. Più in generale, il futuro del cinema più classico rispetto al cinema contemporaneo.
Riportiamo di seguito uno dei passi salienti.
Subito sotto, la traduzione in italiano.

This is an uncomfortable era for nongenre films. (...) Because we’re going through this change right now it’s hard to get a broad view. Clearly there’s a change in the audience, a generation that’s grown up with video games and such, and who have different expectations from a film. And to cater to that audience, the distributors have changed their practices too rapidly. It’s not just a matter of cost. If a change has been too fast for the entire world public to have made, that creates a situation in which a lot of people are fi nding little to go and see, and they’re frustrated. The distributors presume that this middle audience is gone, but it’s not. (...)
I really want to see how this film goes. I’m looking for information about where I might fit in this estranged film world. To a degree that will affect what I do next, I think. I don’t want to change my approach to subject matter, I can’t simply move to the kinds of films the studios are making now. Marvel Comics are not my interest, or my talent, or my experience.

È un periodo scomodo per i film non di genere. Stiamo vivendo questo cambiamento in diretta, quindi è difficile avere una prospettiva completa sugli avvenimenti. È in atto un evidente cambiamento nel pubblico, una generazione cresciuta con i video game e cose simili, e che si aspetta cose differenti da un film. Per venire incontro a questo pubblico, le distribuzioni hanno cambiato il loro modo di operare troppo velocemente. Non è solo questione di costi. Se un cambiamento viene introdotto troppo rapidamente per tutto il pubblico, crea una situazione in cui molta gente si ritrova con poco o nulla da andare a vedere [al cinema, ndt] e la cosa è per loro frustrante. Le distribuzioni presumono che questo "pubblico di mezzo" sia scomparso, ma non è così. (...) Voglio proprio vedere come andrà il film [Way back, ndt]. Sto cercando di capire che posto posso avere io in questo mondo cinematografico che mi è estraneo. In una certa misura, questo influenzerà il mio prossimo progetto, credo. Non voglio cambiare il mio modo di affrontare le tematiche, non posso semplicemente mettermi a fare il tipo di cinema che vogliono gli Studio oggi. I fumetti Marvel non mi interessano, né ho il talento o l'esperienza per realizzarli.

martedì 14 settembre 2010

"Trash humpers": dal vhs al 35mm



Harmony Korine, sceneggiatore di Kids e regista di Gummo, ha realizzato una nuova epica white-trash nella vena disturbante, iperrealista e povera che l'ha sempre caratterizzato: Trash humpers (letteralmente: "gente che si ingroppa la spazzatura"). Qui trovate il sito ufficiale, completo di trailer ultra lo-fi.
Fin qui niente di nuovo. Il film sembra girato (o post-prodotto per sembrare) in vhs, compresi i titoli, realizzati col generatore di caratteri tipico dei videoregistratori a nastro del formato in questione.
La cosa curiosa è che Korine ne mette in vendita (oltre al download digitale, al dvd e al vhs, naturalmente) anche 5 copie in 35mm, al costo di 7.500 dollari l'una, ognuna contenuta in un cinebox (uno dei quali vedete nella foto) "personalizzato" dal regista stesso.
Un cortocircuito avant-garde forse un po' spocchioso (o quantomeno un po' polveroso) ma comunque curioso, che fa cozzare il formato video più povero ancora esistente con quello che, fino a poco tempo fa, era l'unico formato (se si eccettua il 70mm) che garantiva l'eccellenza di proiezione.
L'edizione limitata in vhs (300 copie), inoltre, è corredata da copertine riciclate e "vandalizzate a mano una per una" da Korine.

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